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Brunello Cucinelli e il capitalismo umanistico

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Brunello Cucinelli è una delle massime espressioni dell’imprenditoria italiana, un uomo illuminato che, dalle umili origini della sua famiglia, ha tratto la consapevolezza che il lavoro non deve essere solo ricchezza ma anche dignità morale.

 Per comprendere la sua vision ed i suoi risultati in borsa è importante conoscere la sua vita, la relazione con gli investitori, Solomeo il borgo del cachemire e dell’armonia, il suo pensiero filosofico applicato all’imprenditoria ed il concetto di Capitalismo Umanistico. 

Brunello Cucinelli nasce da una famiglia contadina in un piccolo borgo del XV secolo, Castel Rigone, in provincia di Perugia nel 1953. Dopo essersi diplomato geometra, si iscrive alla facoltà di ingegneria ma ben presto capisce che quella non è la sua strada e interrompe nel 1974 gli studi universitari. 

In quel periodo conosce quella che diventerà la donna della sua vita, Federica Benda, che nei primi anni ottanta sposerà e da cui avrà due figlie, Camilla e Carolina. Quelli sono anni in cui Brunello non aveva ancora capito quale fosse la sua strada da seguire e trascorreva molte ore della sua giornata in un bar del suo paese che però gli diedero l’opportunità di incontrare personalità diverse che forgiarono la sua mente.

 Spronato dal padre che gli consigliava di pensare al suo futuro e, dopo essere rimasto affascinato dal negozio di abbigliamento di Federica, capisce che la sua passione è il campo della moda e nel 1978 fonda una piccola azienda a Ellera di Corciano, sempre in provincia di Perugia, dove lavora il cachemire per abbigliamento da donna che nei primi anni venne apprezzato soprattutto dal mercato tedesco. 

Solo in un secondo tempo si trasferisce insieme alla sua impresa nel paese natale di Federica, a Solomeo in cui ancora oggi vive e lavora. Da quel momento il suo brand cresce sempre di più, si espande ben oltre i confini nazionali e Cucinelli diventa uno dei più grandi esponenti del mondo della moda e per questo viene soprannominato il “re del cachemire”. Secondo Forbes già dal 2018  viene considerato uno degli uomini più ricchi d’Italia e il suo patrimonio viene valutato circa 1,5 miliardi di Euro. 

Fervido lettore di libri e amante della filosofia classica che sarà fondamentale per la sua realizzazione professionale ed umana, è un uomo dai mille interessi. È stato presidente della società di calcio Castel Rigone dal 1998 al 2014, dal 2001 presidente della Fondazione Teatro Stabile dell’Umbria, dal 2001 al 2011 consigliere di amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, dal 2008 al 2014 membro del consiglio di amministrazione di Pitti Immagine di cui è vicepresidente dal 2011 ma soprattutto è un filantropo che nel 2018 vende il 6% delle azioni della società per donare 100.000 euro in beneficenza e dichiara di essere pronto a contribuire alla ricostruzione del monastero adiacente alla chiesa di Norcia, crollata con il terremoto che ha colpito il centro Italia nel 2016.  Norcia per lui, non è una città qualsiasi ma la sua “città dell’anima”, il suo riferimento etico e spirituale. 

Non si contano poi le onorificenze e premi ricevuti di cui faccio menzione solo di alcuni:

  • nel 2017 Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana,
  • sempre nel 2017 Global Economy Prize dal Kiel Institute for the World Economy. 
  • nel 2010 Cavaliere del Lavoro,
  • sempre nel 2010 Laurea honoris causa in filosofia ed etica nei rapporti umani conferita dall’Università degli Studi di Perugia.
  • nel 2003 Best of the Best per la maglieria nel magazine Robb Report’, USA che gli conferirà lo stesso premio nel 2004 come “migliore e più sofisticato stilista nel settore sportswear di cashmere” e nel 2009 come “miglior collezione uomo del mondo”.
  • nel 2004 premio Pitti Uomo come “migliore talento creativo abbinato ad una straordinaria capacità di valorizzazione del tessuto produttivo del made in Italy”.  

Solomeo: borgo del cachemire e dell’armonia

Profondamente innamorato della sua terra umbra, Solomeo diventa la sua casa ma soprattutto diventa il borgo del cachemire e, come afferma lui stesso, dell’armonia. Bonificato nel XII secolo, Solomeo, o come era chiamata a quell’epoca Villa Solomei, è una frazione di Corciano, un borgo medioevale la cui la storia narra che fosse costituita nel 1361 da un palazzo, un casamentum, dodici domus, due casalini e la Chiesa di San Bartolomeo. Si pensa che i lavori per la costruzione del castello siano iniziati più tardi, nel 1391, anche se le prime tracce documentate sono del 1430, e che fosse stato costruito per difendere il borgo. La massima espansione di Solomeo ci fu solo nel settecento quando il centro abitato, per l’aumento demografico dei suoi abitanti, si estese oltre il castello nella parte a sud-est delle mura ed è così che si presenta agli occhi di Brunello che se innamora subito e nel 1985 acquista il castello medievale e riunisce lì tutta la sua vita pubblica e privata, facendo il contrario di quella che era l’abitudine di quel periodo storico dove i valori, le tradizioni e i legami con il territorio venivano buttati via. Per dar seguito a questi suoi ideali, crea la “Fondazione Brunello e Federica Cucinelli” il cui obiettivo primario è proprio quello di preservare e valorizzare il territorio e le sue bellezze, la tradizione e le esigenze spirituali e quotidiane dell’essere umano. Solomeo diventa quindi un polo non solo di produzione aziendale, che viene spostata nel 2013 dal castello a valle ma soprattutto un centro culturale dove deve regnare benessere ed armonia e per questo una sorta di cittadella aziendale. Viene costruito un Foro delle Arti, che include un Teatro, l’anfiteatro, il Giardino dei Filosofi e la Biblioteca, viene creata nel 2013  una Scuola di Arti e Mestieri per la conservazione e la valorizzazione dell’artigianato e infine viene realizzato un Progetto per la Bellezza nel 2014, utilizzando una parte dei terreni e riqualificando opifici ormai in disuso, con la creazione di spazi verdi con alberi, frutteti e prati, il Parco agrario, il Parco dell’Oratorio Laico e il Parco dell’industria.    

Capitalismo Umanistico: che cosa significa? 

Per comprendere bene il significato profondo di Capitalismo Umanistico per Brunello Cucinelli, ti consiglio di leggere il libro da lui pubblicato nel 2018 Il Sogno di Solomeo (La mia vita e l’idea del capitalismo umanistico). In questo volume ci racconta quanto siano state fondamentali, per arrivare a questo suo ideale di vita, le sue origini contadine, le esperienze giovanili personali e quelle vissute dalla sua famiglia come le offese sul lavoro ricevute dal padre, le derisioni dei compagni di scuola fatte a lui e ai suoi fratelli, ma anche gli incontri al bar e all’università che gli fecero capire quanto fosse importante avere rispetto di sé stesso, degli altri e della natura che ci circonda. Da queste premesse nasce il Capitalismo Umanistico dove l’essere umano con la sua dignità morale ed economica deve vivere “in armonia e senza danno per il Creato”. Secondo Cucinelli ciò che deve guidare un uomo deve essere la sua umanità, la sua morale, la sua dignità. Bisogna sentirsi custodi del mondo e lasciarlo migliore per le generazioni successive, avere il “giusto equilibrio tra profitto e dono” perché donare significa essere in pace con se stessi e con il mondo che ci circonda.    

Anche in ambito lavorativo, secondo lui, bisogna avere la stessa umanità, dignità e credibilità e quindi è necessario guadagnare senza arrecare danno agli altri.  I

ll cosiddetto lavoro sostenibile. La stessa dignità è necessaria anche per i luoghi di lavoro che devono essere belli e accoglienti.  

In tal senso si può maggiormente comprendere la costruzione del Foro delle Arti, la biblioteca aziendale  e del Progetto per la Bellezza. I dipendenti devono lavorare con soddisfazione, poco lontani da casa e con un orario di lavoro che preveda una pausa pranzo di 90 minuti e che non vada  oltre le 17,30.  Perché c’è un tempo per produrre e uno per soddisfare l’anima. 

Questi concetti di Umana Sostenibilità, base e fondamento della Cucinelli SPA, e del Capitalismo Umanistico sono stati presentati da Cucinelli nell’ambito del G20 di Roma, grazie all’invito del Presidente Draghi, di fronte alle personalità più eminenti della Terra dove ancora una volta l’imprenditore umbro ha ribadito che, nella sua concezione di Impresa, “il profitto, il dono, la custodia e la dignità della persona umana devono vivere nel reciproco arricchimento”. 

La Brunello Cucinelli SPA, per la sua crescita internazionale, è stata quotata in Borsa nel 2012 e l’azionista di maggioranza oggi è la Fedone Srl che detiene più del 50% delle azioni. È un’azienda in continua crescita che oggi conta 360 laboratori artigianali tutti in Italia che garantiscono, allo stesso tempo, creatività, manualità ed un’organizzazione del lavoro moderna ed affidabile. 

Nonostante le difficoltà soprattutto logistiche dovute alla pandemia, l’azienda nel I° semestre 2021, rispetto al 30 giugno 2020, ha incrementato il suo patrimonio netto e anche il fatturato ha avuto una crescita del + 52,9%, tutto questo grazie  alla sinergia e alla complementarietà dei canali di vendita fisico e digitale. I mercati di vendita principali sono Stati Uniti, Giappone, Cina, Europa ed Italia e in tutti, rispetto allo stesso periodo del 2020  c’è stato un incremento dei fatturati. Per mantenere l’azienda al passo coi tempi e sostenibile nel lungo periodo, sono stati fatti, infine, anche degli  investimenti con una spesa al 30 giugno di 29,9 milioni di euro, per l’apertura di nuove boutique nei centri mondiali più importanti e per il rinnovamento dell’immagine digitale e dell’infrastruttura produttiva e logistica.

Giulio Benvenuti
Dopo aver lavorato diversi anni in due tra le principali reti di consulenza finanziaria in Italia, ho avviato un attività in proprio fornendo in modo indipendente advisory finanziaria e specializzando le mie competenze negli hedge fund.

Sono fondatore di un hedge fund e fornisco consulenza sulla creazione e sviluppo di hedge fund e veicoli d’investimento con sottostante finanziario, real asset e private Equity / Venture Capital.
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