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ETF: caratteristiche e vantaggi degli Exchange-traded fund

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In quest’articolo vorrei farti conoscere meglio gli Exchange-traded fund, i cosiddetti ETF, quali sono le loro caratteristiche, i vantaggi che ci sono nell’investire negli EFT e come funzionano questi investimenti. 

Gli ETF sono un particolare tipo di fondi di investimento negoziati in Borsa come delle normali azioni. 

Una delle loro caratteristiche più importanti è che sono a gestione passiva in quanto sono legati ad un indice azionario, obbligazionario, tematico o di materie prime, già esistente e quotato in borsa. 

Sono quindi fondi che hanno come obiettivo unico quello di replicarne il rendimento. 

In sintesi potrei dirti che sono un particolare strumento di risparmio collettivo gestito da un manager, il fund manager, a cui i soci delegano il potere di fare attività di compravendita per il fondo.

Gli ETF fanno parte della macro famiglia degli ETP, gli Exchange-traded Products, insieme agli ETN, gli Exchange-Traded Notes e agli ETC, Exchange-Traded Commodities. Nonostante facciano parte dello stesso gruppo, ci sono delle differenze sostanziali tra di loro.

Mentre gli ETF si rifanno a titoli per buona parte fisici, gli ETN replicano un indice non azionario e gli ETC fanno riferimento ad un indice riguardante una materia prima. 

ETC ed ETN, non essendo degli OICR, non devono sottostare alle varie direttive UCITS e quindi non essere tenuti ad un determinato grado di diversificazione. Questo fa si che, attraverso questi strumenti, sia possibile assumere una posizione unilaterale su un singolo sottostante. Entrambi infatti non sono dei veri e propri fondi, ma titoli senza scadenza emessi da una società d’investimento a fronte dell’acquisto del sottostante reale o di strumenti che ne replichino il valore.

A tutti loro la Borsa Italiana riserva un mercato interamente dedicato, ETFplus, per cui, come qualunque titolo azionario possono essere comprati e venduti ogni giorno negli orari di Borsa. 

Gli ETF sono nati negli Stati Uniti nel 1993 negoziati dall’AMEX, una delle principali borse statunitensi, per riprodurre l’andamento azionario di Standard & Poor 500. 

In Italia sono arrivati a far parte dei titoli disponibili per gli investitori solo a settembre 2002 e da allora il loro è stato un mercato in crescendo sia nel nostro Paese che in tutta Europa

Basti pensare che nel 2021, secondo i dati del direttore associato della ricerca sulle strategie passive di Morningstar, José Garcia Zarate, in Europa gli ETF, includendo anche gli ETC, hanno avuto una crescita del 56% rispetto al 2020 con una raccolta record di 161 miliardi di euro e, spinti dai flussi e dal rialzo dei mercati azionari, il loro patrimonio è arrivato a superare il tetto dei 1,4mila miliardi. 

Questo successo deriva anche dalle caratteristiche di questi fondi particolari che, senza possibilità di smentita, hanno avuto il merito di rendere più democratico un mondo solitamente chiuso e esclusivo.

Investire in EFT: quali sono i vantaggi

Per capire quali sono i vantaggi di investire in ETF, dobbiamo conoscere le caratteristiche di questi fondi.

Il fund manager dovrà replicare quello che avviene nel Mercato e non indirizzarsi verso i titoli più convenienti. 

Questo è molto vantaggioso sia per chi deve gestire il fondo, che non ha bisogno di analisi avanzate, sia per chi acquista gli ETF perché non è necessaria la gestione del patrimonio che sarà di esclusiva competenza dei sistemi che automatizzano la composizione del portafoglio.

Quindi i maggiori vantaggi maggiori nell’investire nei ETF sono:

  1. Economicità: visto che la gestione passiva tipica degli ETF e la loro quotazione in Borsa permettono di abbassare in modo considerevole i costi della gestione attiva, gli investitori possono partecipare a mercati ed a piani di investimento con delle commissioni di gestione ridotte.
  2.  Semplicità: gli ETF hanno come unico obiettivo d’investimento quello di replicare le performance dell’indice benchmark a cui fanno riferimento in modo da consentire immediatamente agli investitori di affacciarsi al mercato di interesse azionario, obbligazionario o di materie prime. Oppure di avere come obiettivo, tramite gli ETF strutturati, delle strategie short e leverage. Dal punto di vista operativo, visto che vengono negoziati in Borsa in tempo reale, possono essere acquistati e venduti nello stesso modo delle azioni attraverso la propria banca o il proprio broker.
  3. Flessibilità: non avendo una scadenza e potendo contare sulla loro quotazione in tempo reale, ogni investitore può decidere in base ai propri obiettivi se il suo investimento può essere a brevissimo termine,  il cosiddetto trading intraday, oppure a medio e lungo termine, come gli investimenti realizzati per scopi previdenziali, come i fondi pensione e le assicurazioni. Infine, visto che negli ETF il lotto minimo da cui si parte nella negoziazione è di una sola quota/azione, c’è la possibilità di acquistare degli indici di ogni parte del mondo anche con cifre minime.
  4. Trasparenza: gli ETF, poiché replicano un indice di mercato che è pubblico, danno la possibilità a chi investe di sapere in ogni momento qual è il rischio o il rendimento del proprio investimento, oltre a conoscere il portafoglio titoli di cui si è acquistata una quota parte. Avendo inoltre un prezzo che viene aggiornato in tempo reale in funzione all’andamento delle componenti dell’indice a cui si riferisce, l’investitore conosce in ogni momento il valore del proprio investimento in ETF, visto che è possibile visionare gratuitamente il NAV, Net Asset Value, cioè il valore ufficiale dell’ETF.

Abbattimento del rischio emittente: per legge, gli ETF sono fondi dove il patrimonio appartiene esclusivamente ai possessori delle quote. Per questo motivo, qualora le società che amministrano, gestiscono o promuovono il fondo si dovessero dimostrare insolventi, questo patrimonio non verrebbe intaccato.

Come funzionano gli investimenti in ETF

Quando si acquista un ETF si diventa proprietari di un “paniere” di prodotti di investimento come successe in America nel 1993 quando gli investitori che seguivano l’indice S&P 500 comprarono una piccola parte delle 500 aziende più importanti americane. 

Così facendo si ha una maggiore diversificazione rispetto alla compravendita delle singole azioni e si riduce il rischio di eventuali perdite in quanto, se un titolo fra i tanti contenuti nell’ETF dovesse avere delle performance negative, ci sarebbero molti altri titoli a comporre il portafoglio. 

Adottando strategie passive e avendo come unico scopo quello di replicare il prezzo di una specifica asset class o l’andamento di un particolare indice, gli ETF avranno un rendimento che non dipenderà mai dall’abilità del gestore come avviene invece per i fondi attivi. 

Si può investire in ETF seguendo strategie per il breve periodo per cui bisognerà essere bravi a seguire e a capire i movimenti del mercato in queste tempistiche oppure decidere di puntare sulle teorie che vogliono che, nei tempi più lunghi, il mercato azionario cresce inevitabilmente. Ipotesi molto più concreta per i mercati intesi come internazionali rispetto a selezionati mercati geografici o settoriali. 

Quando si investe in un ETF, bisogna fare attenzione ai costi, minori sono meglio è. Attenzione anche alla valuta di riferimento, è sempre meglio evitare valute che possono avere svalutazioni improvvise. Acquistando ETF quotati in valute diverse dalla propria, si assoggetta l’intero investimento al rischio cambio che può a volte superare il rischio intrinseco dell’ETF stesso.

Infine bisogna privilegiare i gestori migliori e i fondi più grandi in modo che gli ETF siano più facili da scambiare.

Rendimenti e portafoglio ETF

Per rendere l’idea di quanto ormai questi fondi siano radicati nel mondo degli investimenti, vorrei dare qualche cifra su quello che è successo nell’ultimo periodo e che, nonostante la pandemia, ha riservato agli ETF grandi soddisfazioni. 

Il successo negli ultimi anni degli ETF si deve anche alle difficoltà incontrate dai fondi a gestione attiva di avere performance più alte dell’indice di riferimento. 

Tra gli ETF che nel 2021 hanno avuto maggiore successo ci sono quelli sostenibili che rispetto al 2020 hanno avuto un incremento del 40% e solo negli ultimi 4 mesi hanno catturato il 73% dei flussi totali. 

Tra i vari segmenti le preferenze degli investitori sono andate agli ETF azionari il cui patrimonio rispetto al 2020 è aumentato del 44,5% ed a quelli tematici dove il patrimonio è cresciuto del 61,8%, tra cui spiccano gli ETF a sfondo tecnologico che costituiscono il 62% del patrimonio totale.

Infine, per chi volesse costruire concretamente un portafoglio in ETF, questi sono i tipi di strumenti negoziabili sul mercato ETF Plus:

  • Oicr aperti indicizzati (ETF): il cui indice di riferimento è di tipo obbligazionario; il cui indice di riferimento è di tipo azionario
  • ETF strutturati: senza effetto leva; strutturati con effetto leva
  • ETF a gestione attiva: obbligazionari; azionari; strutturati
  • ETC/ETN: senza effetto leva; con effetto leva massimo pari a 2; con effetto leva maggiore di 2

Come decifrare gli ETF

All’interno del nome del fondo troviamo le informazioni di base che contraddistinguono il prodotto, esse sono:

  1. Il marchio dell’emittente si trova solitamente all’inizio dell’ETF. Come esempio, tra i più importanti al mondo troviamo: iShares, Lyxor ecc. 
  2. Il secondo elemento è l’indice benchmark dell’ETF. Tra i fornitori di indici più popolari al mondo troviamo: MSCI, FTSE, STOXX e S&P.
  3. Terzo elemento “UCITS” è l’acronimo che ci dice che l’ETF è soggetto alle normative europee. 
  4. Ultima componente la classe azionaria. Qui possiamo trovare alle volte la presenza della copertura o meno del rischio valuta o la distrubuzione o accumulo dei proventi. Potrebbe esserci quindi la dicitura “hedged”, distribuzione “dis” o “d”(distrubuzione), “a” o “acc” (accumulazione). 
Giulio Benvenuti
Sono fondatore di un hedge fund e fornisco consulenza sulla creazione e sviluppo di hedge fund e veicoli d’investimento con sottostante finanziario, real asset e private Equity / Venture Capital.

Dopo aver lavorato diversi anni in due tra le principali reti di consulenza finanziaria in Italia, ho avviato un attività in proprio fornendo in modo indipendente advisory finanziaria e specializzando le mie competenze negli hedge fund.
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