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Mercati finanziari

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Borsa finanziaria: come comprenderla

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Una prima definizione di Borsa finanziaria, detta anche Borsa valori o più semplicemente borsa, potrebbe essere quella usata da wikipedia: mercato finanziario regolamentato, dove vengono scambiati valori mobiliari e valute”.

Ogni Nazione ha la propria borsa valori di riferimento, la borsa italiana ha sede a Milano mentre le più importanti a livello internazionale sono quelle di Londra, Tokyo, Francoforte e New York

Per comprenderle meglio, capire come funzionano e perché possono variare a seconda della situazione politica degli Stati europei, bisogna iniziare dalla loro storia. 

Storia della borsa finanziaria 

I primi operatori di cambio, depositi e prestiti hanno radici molto antiche, in quanto già presenti in Babilonia con il codice di Hammurabi e in Italia con gli “argentarii” etruschi e il “mensaurius” dell’antica Roma.

Una prima forma di Borsa nasce in Belgio, a Bruges, nella metà del XVI° secolo e trae la sua origine dal nome della famiglia dei Van der Bourse, sul cui stemma erano appunto impresse tre borse. Nel loro palazzo mercanti e banchieri si riunivano per scambiare titoli di credito, monete estere o merci in arrivo da paesi lontani. Sorsero poi, in altre città e negli anni successivi, diversi mercati misti come ad Anversa, Lione,Tolosa, Amburgo ed a Londra nel 1564.

Le prime vere Borse risalgono, però, all’inizio del XVIII° secolo: nel 1724 nacque quella di Parigi e nel 1792 il NYSE, New York Stock Exchange, la borsa più importante del mondo, dove era possibile scambiare solo valori mobiliari, ossia titoli e monete estere. 

In Italia, i primi mercati finanziari furono fondati nella seconda metà del Settecento in numerose città come Trieste, Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Bologna, Palermo e Venezia mentre la separazione tra le borse merci e quelle mobiliari ebbe luogo solo a partire dal 1913, quando fu promulgata la prima legge che definiva le regole di funzionamento della borsa e che rimase in vigore per oltre ottant’anni. 

edificio di wall street borsa finanza New york
Wall Street – New York

Cosa è cambiato negli ultimi 50 anni?

Nell’ultimo secolo i mercati finanziari sono diventati sempre più importanti come luoghi di investimento e di generazione di ricchezza, tanto da essere ritenuti in alcuni casi non solo effetto ma anche causa di crisi economiche di grande portata. In un passato non troppo lontano venivano considerati anche dei luoghi elitari, riservati alle persone di cultura e di alto ceto sociale.

Ricordiamo che solo 50 anni fa, prima dell’avvento di internet, la Borsa era una materia avulsa per la classe media e operaia.  Oggi i tempi sono profondamente cambiati, l’accessibilità al mercato finanziario si è aperta ad un pubblico molto più ampio, grazie proprio alla presenza del web. 

Apertura e accessibilità non sono però sinonimo di semplicità. È rimasto infatti complesso il suo funzionamento che richiede preparazione e conoscenza della materia.    

Come funziona la borsa finanziaria?

La Borsa è il luogo dove viene trasferito denaro tra l’offerente e il richiedente, ma è anche il luogo dove si realizza la contrattazione tra chi possiede i titoli e vuole venderli e chi non li possiede e vuole acquistarli e questo trasferimento avviene tramite intermediari e strumenti appositi. In Borsa si possono scambiare azioni, obbligazioni, materie prime, metalli preziosi, valute, e molti altri asset ancora. 

La borsa valori è, in definitiva, il mercato in cui si incontrano la domanda e l’offerta dei titoli dove, sulla base delle richieste pervenute e dei titoli a disposizione, viene fissato un prezzo di scambio. LE borse sono luoghi di scambio regolamentati in quanto le negoziazioni si effettuano attraverso regole, il cui rispetto viene assicurato da un organo di vigilanza (questo non è il caso degli exchange, le specifiche borse per le criptovalute), in Italia se ne occupa la Consob, Commissione Nazionale per le Società e la Borsa

Attraverso le varie borse è possibile negoziare sia titoli già emessi e quindi circolanti sia titoli “nuovi” come emissioni obbligazionarie o azioni di aziende neo quotate.

E’ chiaro che non tutte le società possono quotarsi in Borsa ma possono farlo solo quelle che rispettano alcuni requisiti fondamentali che si devono attenere a dei parametri ben precisi.

Ogni mercato ha i propri orai ben definiti che bisogna avere ben chiari per poter pianificare al meglio le sessioni di contrattazione, sono molto importanti per esempio le intersezioni di abortirà tra i vari mercati che come noto si condizionano a vicenda. Relativamente di recente varie borse hanno introdotto degli orari di contrattazione sia prima dell’apertura (pre apertura) sia dopo la chiusura (after hours o after market). Queste finestre di negoziazione aderisco a regole leggermente di verse rispetto agli orari standard di negoziazione.  Per le contrattazioni, gli operatori si fanno rappresentare da delle figure professionali come banche, società di intermediazione mobiliare e di asset management oppure da broker finanziari. 

 

Da che cosa è influenzato il mercato azionario?

Il funzionamento del mercato azionario, e quindi l’andamento di un titolo, è solo in parte prevedibile, obbedendo a delle leggi economiche, ma è anche influenzato da fattori che invece non sempre possono essere preventivati e che possono riguardare, per esempio, la situazione socio-politica locale e globale e le tendenze del mercato in un determinato periodo oppure può essere condizionato da eventi assolutamente non prevedibili, come lo è stata la recente pandemia.

I titoli azionari non sono altro che quote di partecipazione al capitale di una società (società per azioni), acquistati e scambiati da investitori che ne diventano azionisti e su cui ne acquisiscono i diritti di riscuotere i dividendi oppure il potere di rivenderli al momento opportuno.

Queste azioni hanno chiaramente un valore che può essere determinato dagli acquisti e dalle vendite: se il volume dei titoli in vendita supera supera le richieste di acquisto, il prezzo del titolo scende, viceversa il prezzo del titolo sale. 

Sulle varie borse, per ogni strumento listato, viene reso consultabile il cosiddetto book di negoziazione: una finestra nella quale sono riportati in modo dinamico le quantità di titoli in vendita ed in acquisto ed i relativi prezzi. Gli ordini di acquisto sono posizionati nella parte bassa in ordine decrescente di prezzo mentre gli ordini di vendita sono elencati nella parte alta in ordine crescente di prezzo. Le due colonne hanno una riga condivisa al centro nella quale si intersecano gli ordini di acquisto e vendita aventi lo stesso prezzo e la transazione avviene per il maggior numero di di titoli disponibili considerando il più basso tra quelli in acquisto e quelli in vendita. E’ più complicato a dirsi che a vedersi. Non per forza gli ordini di acquisto e vendita (anche detti denaro e lettera) devono comparire in alto e in basso ma i book possono avere varie vesti grafiche e disposizioni.

 

Esempio di Book

 

Quali sono le cause che stabiliscono il rialzo o il ribasso di un prezzo in borsa? 

Semplificando moltissimo, avviene una crescita quando una società effettua dei cambiamenti o lancia dei nuovi prodotti che incontrano i bisogni del pubblico, presentando così dei buoni risultati nei bilanci periodici. 

Avviene un ribasso quando invece si determinano le condizioni contrarie.

Sempre semplificando, la stessa cosa viene per i titoli di debito (obbligazioni ed altri) il cui valore sottostà alle condizioni di salute di un azienda ed alle sue prospettive future riflettendosi in questo caso sulle aspettative di solvibilità della stessa emittente (società o nazione) in futuro. Questo definisce un rischio emittente stimato che diventa il parametro principale per valutare le opportunità in termini di tasso e di valore di corso dei titoli di debito.

Voglio ricordare che ogni Borsa ha un proprio indice di riferimento del mercato azionario che ha il compito di rilevare l’andamento nel tempo del valore dei diversi panieri di titoli che possono essere rappresentativi della performance della borsa di una Nazione come il Dow Jones negli USA oppure di un’area, come l’Euro Stoxx 50.

 

Piazza Affari – Milano

La Borsa italiana dopo le elezioni

Anche gli esperti del mercato finanziario, così come i vertici degli altri Paesi europei e mondiali, guardano con interesse quando si svolge una turnazione politica, come quella che c’è stata in Italia, anche perché in uno Stato nei mesi immediatamente precedenti, così come avvenuto nel nostro Paese, regna l’incertezza.

Lo scioglimento anticipato delle Camere e le dimissioni del Premier Draghi ha spaventato il mondo della finanza ma, grazie allo scudo anti spread, a Piazza Affari si sono verificate delle vendite controllate sui BTP.

In generale, i Mercati non amano i periodi di incertezza, uno stato d’animo che puntualmente si crea ogni volta che la situazione politica di un Paese diventa precaria e che è quello che è successo in Italia prima che si andasse al voto. 

Si temeva infatti che un voto poco netto e degli schieramenti politici litigiosi, potessero aumentare questo senso di precarietà. Un’affermazione così marcata, invece, di una determinata componente politica che, vista la netta maggioranza raggiunta sia alla Camera che in Senato dovrebbe dar vita ad un governo stabile, ha tranquillizzato i Mercati, anche se le reazioni immediatamente successive sono state di attesa. 

Il giorno dopo le elezioni, con la vittoria del centrodestra, la Borsa di Milano è stata l’unica a chiudere, tra quelle europee, con un leggero rialzo dello 0,6%, così come il rendimento dei Btp ha avuto un incremento di 21 punti base ed ha raggiunto il 4,54% mentre a preoccupare è stato lo spread, ossia la differenza di rendimento tra i titoli italiani e tedeschi, che è arrivato a 242 punti, un valore che non si toccava da maggio 2020. A prescindere da questi dati e prima di emettere giudizi definitivi, il mondo finanziario attende comunque la composizione del nuovo governo, la nomina del ministro delle finanze e, nel caso italiano, l’approvazione di una nuova legge di bilancio, prevista per il 2023.

Questa atmosfera di aspettativa nasce dal fatto che in tutti questi anni non sono mancati gli screzi tra una parte di queste forze politiche che faranno parte del nuovo governo e le istituzioni dell’Unione Europea. Non è un mistero infatti, quanto questi orientamenti politici abbiano molto spesso contestato le politiche di Bruxelles e quindi c’è il timore, da parte dei Mercati, che, con il loro insediamento al potere, si possano creare delle nuove tensioni che mettano a rischio l’erogazione dei fondi europei e la capacità della BCE di contenere gli spread sovrani. 

Gli esperti hanno previsto quindi di vedere una continua volatilità del mercato almeno per le prossime  settimane, soprattutto quella che riguarda i BTP e che potrà continuare fino a quando il quadro generale non sarà più chiaro.

C’è però la sensazione e la speranza che il mercato azionario italiano possa registrare un certo sollievo a breve termine ed una ripresa del settore finanziario mentre, per l’immediato, l’attenzione degli economisti è concentrata su come il nuovo governo rispetterà le condizioni del Piano di recupero e resilienza finanziato dall’Unione europea. Per il futuro, invece, si aspetta di vedere come il nuovo esecutivo possa gestire la crisi energetica dovuta alla guerra in Ucraina, il debito pubblico e la crescente inflazione.

Giulio Benvenuti
Sono fondatore di un hedge fund e fornisco consulenza sulla creazione e sviluppo di hedge fund e veicoli d’investimento con sottostante finanziario, real asset e private Equity / Venture Capital.

Dopo aver lavorato diversi anni in due tra le principali reti di consulenza finanziaria in Italia, ho avviato un attività in proprio fornendo in modo indipendente advisory finanziaria e specializzando le mie competenze negli hedge fund.
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