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Storia di ray dalio autore del libro i principi del successo

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Ray Dalio: storia di uno dei migliori investitori

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La storia di Ray Dalio, il cui nome è Raymond Thomas Dalio, uno dei migliori investitori al mondo, fondatore della Bridgewater Associates ed autore di un bestseller come “I principi del successo”, comincia l’8 agosto 1949 nel Queens, a New York City. 

Ray cresce a Long Island, figlio unico di un musicista jazz italo americano, Marino Dallolio, che suona il sassofono e il clarinetto nei locali jazz di Manhattan. 

Non avendo, una famiglia alle spalle particolarmente ricca, frequenta una scuola pubblica e, per non gravare su di essa, invece di studiare preferisce guadagnare qualche soldo, facendo il porta mazze in un golf club frequentato da numerosi  finanzieri di Wall Street

Grazie ai consigli di uno dei suoi clienti, all’età di 12 anni investe 300 dollari nelle azioni della Northeast Airlines, riuscendo a triplicare il suo capitale.

Spronato da questo successo, continua ad investire e, a 18 anni, ha già un portafoglio di azioni del valore di alcune migliaia di dollari.  Capisce che quella è la sua strada, si laurea in finanza presso la Long Island University nel 1971 e nel 1973 prende uno tra i più alti titoli di formazione manageriale esistente al mondo, il Master in Business Administration, MBA, presso la Harvard Business School


Subito dopo inizia a lavorare per una società di broker ma viene licenziato quasi subito per aver dato un pugno in faccia la suo capo. Lavora presso la Dominick & Dominic LLC e nel 1974 fa il broker di futures presso Shearson Hayden Stone.

Nel 1975 Ray Dalio fonda, dal suo piccolo appartamento di Manhattan, la Bridgewater Associates, società di gestione degli investimenti,  che oggi con i suoi $ 223 miliardi di asset in gestione è diventata l’hedge fund più grande al mondo.

Si sposa in quegli anni con Barbara, erede di due famiglie newyorchesi molto ricche e famose, i Vanderbilt e i Whitney, da cui ha 4 figli e il terzo, Matt, oggi è fondatore e presidente della China Care Foundation, un’organizzazione no-profit che si propone di aiutare gli orfani cinesi ed è anche cofondatore e CEO di Endless Mobile, Inc., una società di computer.

Nel 1985 va in Cina e si innamora della cultura cinese tanto da seguire e condividere alcuni principi che saranno applicati anche alla sua azienda. Questo suo amore per il paese del Sol Levante gli permetterà di gestire i capitali esteri delle istituzioni di Pechino e di creare il suo fondo “Made in China”, indirizzato agli investitori cinesi e internazionali.

All’interno della  Bridgewater, nel 1991 lancia il suo fondo Pure Alpha che, investendo sui macro-trend, rende più dell’indice azionario S&P500, l’11,9% contro il 9,5% l’anno.

Nel 1996 realizza una nuova filosofia di investimenti con il suo “portafoglio per tutte le stagioni”, “All weather portfolio”. Questo nuovo modello si basa sull’alternanza dei cicli economici, e si compone di diverse asset class, che vengono combinate fra di loro, in modo tale che un investimento possa essere fatto sia nelle fasi economiche espansive che in quelle recessive e nei contesti inflazionistici e deflazionistici.

La filosofia e i principi del suo modo di operare nel campo della finanza, Ray Dalio li ha raccolti in un saggio del 2008 “Come funziona la macchina economica, un modello per capire cosa sta succedendo adesso”, in cui spiega il suo modello per la crisi economica.

Nel libro del 2011 “Principles: Life Work” invece illustra, in oltre 200 “principi”, la sua logica e la filosofia personale per gli investimenti.

Oggi, essendo ormai  da oltre 50 anni un investitore macroeconomico globale, viene considerato una delle massime espressioni della finanza e per le sue innovazioni viene definito il Maradona di questo settore.

La sua vita però non è solo lavoro e si rivela anche un filantropo attivo con interessi che spaziano dall’esplorazione oceanica alla micro finanza e dalla giustizia sanitaria al fornire pari opportunità educative.

Ray Dalio e la Bridgewater

Quando nel 1975 Ray Dalio ha fondato la Bridgewater Associates nel suo piccolo appartamento di Manhattan, non poteva sapere che la sua creatura sarebbe diventata l’hedge fund più grande del mondo né che nel giugno 2019 lui potesse essere tra le 60 persone più ricche del pianeta con un patrimonio stimato da Forbes di 20 miliardi di dollari e soprattutto tra le 100 persone più influenti.

Quando la Bridgewater inizia la sua attività, si rivolge alla consulenza della clientela corporate e alla gestione dei rischi valutari e di tasso d’interesse, nazionali e internazionali. Solo nella metà degli anni ’80, dopo aver spostato la sede a Newport nel Connecticut, l’azienda cambia il suo focus aziendale e, dalla gestione di valute e tassi di interesse, passa alla gestione di obbligazioni e valute globali per investitori istituzionali, diventando per loro un consulente valutario e obbligazionario e guadagnandosi la reputazione di commerciante di valuta e di sviluppatore di tecniche per la sovrapposizione di valute. 

I suoi principali investitori diventano banche, governi, fondazioni, fondi pensione e fondi di dotazione e non investitori privati.

Durante questi anni, l’azienda sviluppa differenti strategie di investimento innovative come obbligazioni indicizzate all’inflazione, overlay valutario, debito dei mercati emergenti, obbligazioni globali e quelle a lunga durata, diventando anche il primo gestore di hedge fund a separare le strategie di investimento alfa e beta.

Con i primi,  attivamente gestiti, l’obiettivo diviene quello di generare rendimenti elevati non correlati al mercato generale, nei secondi invece i rendimenti si producono dalla gestione passiva e dal rischio di mercato standard. 

Nel 1990, utilizzando i fondi di Kodak e Loews Corporation, lancia un portafoglio di hedge fund ed inizia a proporre formalmente i suoi prodotti di copertura valutaria ai clienti. 

Nel 1991, con la creazione del fondo Pure Alpha, la Bridgewater Associates comincia a commercializzare strategie di investimento alfa portatili e ad introdurre un programma di copertura obbligazionaria globale. Descritto come una fonte alfa diversificata e progettato per bilanciare il rischio tra una serie di attività non correlate, il Pure Alpha investe in obbligazioni, valute, indici azionari e materie prime, evitando così di influenzare i prezzi con la concentrazione dei fondi in un’unica area. Solo in 3 anni della sua vita ventennale questo fondo ha perso denaro mentre per il restante tempo il suo rendimento medio annuo è stato del 12%.

Un secondo hedge fund, nato nel 1996 prima come fondo fiduciario personale di Ray Dalio e poi aperto ai clienti, è l’All Weather, che si caratterizza per le commissioni basse, le obbligazioni globali indicizzate all’inflazione e gli investimenti globali a reddito fisso che hanno l’obiettivo di produrre rendimenti elevati e adeguati al rischio, superando quello del mercato generale.

Nel 2009 diventa un portafoglio per tutte le stagioni, dove al posto di azioni, debito dei mercati emergenti e materie prime, vengono inserite obbligazioni indicizzate all’inflazione, Buoni del Tesoro e oro.

Crea infine nel 2011 un ultimo fondo, il Pure Alpha Major Markets, da 10 miliardi di dollari, di cui 2,4 miliardi di dollari sottoscritti dai clienti esistenti e gli altri 7,5 miliardi vengono messi insieme da un gruppo di investitori esterni che sottoscrivono un impegno anticipato. L’obiettivo di questo fondo è quello di dare agli investitori un’alternativa al Pure Alpha che però avesse una maggiore liquidità e che si concentrasse sui principali mercati, come le obbligazioni europee. 

Un’altra innovazione di Dalio e fulcro del programma di sensibilizzazione della Bridgewater, si rivelano essere le Daily Observations, le cosiddette Osservazioni Quotidiane, un rapporto di ricerca su abbonamento a pagamento che tiene aggiornati sulle tendenze e sulle analisi di mercato della Bridgewater gli investitori di tutto il mondo.

Oggi la Bridgewater Associates è un fondo di investimento che gestisce circa 169 miliardi di dollari e con circa 1.500 persone dipendenti.

Il libro di Ray Dalio: “I principi del successo”

Il libro di Ray Dalio del 2017, “Principles: Life & Work” o come tradotto in italiano I Principi del Successo, è un’edizione aggiornata del suo manuale “Principi”, scritto nel 2005 come risposta alla rapida crescita dell’azienda. In questo libro di 123 pagine, Ray Dalio delinea, in oltre 200 principi, qual’è la sua filosofia personale e la sua logica per la gestione dell’azienda e gli investimenti. Come capisaldi dei suoi principi, Dalio pone l’uso della verità radicale e quello della trasparenza radicale, che sono la condizione necessaria per un dialogo aperto e onesto e anche l’unica maniera di far prevalere il miglior modo di pensare. Secondo questa teoria, la Bridgewater deve essere improntata ad “un’idea meritocratica che si sforza di ottenere un lavoro significativo e relazioni significative attraverso una trasparenza radicale”.

In questo libro Dalio espone le idee cardine della sua filosofia nella vita e negli affari e infatti nei Principi del Successo non si parla solo di finanza ma è un libro che insegna in generale come approcciarsi alla vita, al lavoro e come gestire le situazioni difficili. 
E’ un testo ricco di idee rivoluzionarie, dove concetti come la “validità di opinione”, che chiunque può applicare per raggiungere qualsiasi obiettivo, oppure la ricerca della “meritocrazia delle idee” che si raggiungono attraverso trasparenza e sincerità, sono solo un esempio dei principi a cui l’autore si attiene per la sua azienda e che hanno decretato il suo enorme successo in un mondo spietato.
Il libro si divide in 3 parti, nella prima Ray Dalio descrive la sua storia personale farcita di successi ma anche di tanti errori che lo hanno fatto crescere e spiega come gli è nata l’idea di mettere nero su bianco questa serie di regole da utilizzare nel corso del tempo e da comunicare ai suoi collaboratori. Nella seconda e nella terza parte ci illustra i 210 principi che secondo lui bisogna utilizzare nella propria sfera sfera lavorativa e personale, dove è innanzitutto importantissimo osservare molto attentamente tutto ciò che ci circonda. Sempre secondo il suo pensiero, è necessario capire quali sono i rapporti di causa-effetto da cui trarre gli insegnamenti, o principi, fondamentali per la gestione della propria vita e, secondo lui, i primi 5 sono:

  1. Accettare la (propria) realtà e affrontarla.
  2. Utilizzare il processo a 5 fasi (obiettivo, problemi, cause dei problemi, piano d’azione ed esecuzione) per ottenere i risultati desiderati.
  3. Avere una mentalità radicalmente aperta.
  4. Comprendere che tutte le persone ragionano in maniera molto diversa.
  5. Imparare a prendere decisioni in maniera efficace.

Per quanto invece riguarda i work principles, Ray Dalio pensa che ogni azienda, a prescindere da dove si trovi e in che campo operi, deve poter contare su un’ottima cultura e su delle ottime persone e, per far funzionare meglio entrambe, è necessario che, all’interno di essa, si instauri un sistema meritocratico, basato sulle competenze personali e sull’autorevolezza delle argomentazioni portate all’interno di una discussione. Il suo suggerimento è quello che, per risolvere le questioni di lavoro, ogni persona deve essere sincera e trasparente e che soprattutto possa sempre esprimere, senza ripercussioni, la propria opinione purché motivata da prove concrete. In conclusione, attraverso questo libro e le centinaia di lezioni pratiche, Ray Dalio vuole condividere quali sono stati i valori e gli strumenti che gli sono stati utili per prendere decisioni, affrontare sfide e costruire team lavorativi che hanno permesso alla sua società di primeggiare e ad avere risultati efficaci e a lui stesso di diventare uno degli uomini più influenti del mondo.

Giulio Benvenuti
Sono fondatore di un hedge fund e fornisco consulenza sulla creazione e sviluppo di hedge fund e veicoli d’investimento con sottostante finanziario, real asset e private Equity / Venture Capital.

Dopo aver lavorato diversi anni in due tra le principali reti di consulenza finanziaria in Italia, ho avviato un attività in proprio fornendo in modo indipendente advisory finanziaria e specializzando le mie competenze negli hedge fund.
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