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Il Consulente finanziario indipendente

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Il consulente finanziario indipendente è una figura professionale relativamente giovane ed in ascesa in Italia. Scopriremo insieme le caratteristiche di questa professione, di cosa si occupa, come ci si diventa e quali sono i requisiti richiesti.

Prima di tutto diciamo che si tratta di un libero professionista, iscritto all’albo professionale dei consulenti finanziari. Con la propria professionalità, aiuta persone, famiglie ed aziende a gestire il loro patrimonio, attraverso la pianificazione dei loro obiettivi finanziari, nel loro unico interesse e quindi senza percepire da banche o altri intermediari alcun tipo di provvigione.

Ad onor del vero, esiste la possibilità di esercitare la professione di consulente finanziario anche senza essere iscritti ad alcun albo professionale. Questa attività ha però forti limitazioni, deve infatti esaurirsi nell’ambito della consulenza generica. La consulenza generica è un’attività non sottoposta a riserva di legge e quindi non implica l’iscrizione all’albo tenuto dall’OCF, ma prevede che il consulente non presti alcuna indicazione di tipo specifico. La genericità delle raccomandazioni si traduce nel fatto che esse non vengano fornite ad un soggetto specifico, oppure che non trattino di uno strumento finanziario specifico.

La figura del consulente finanziario è stata vista come una diretta discendente degli agenti di cambio del periodo napoleonico, nati nel momento in cui venne istituita la Borsa di Milano nel 1808.

Il suo primo inquadramento giuridico, però, fu solo nel 1940 con l’introduzione da parte della Securities and Exchange Commission della definizione del consulente d’investimento, l’investment advisor, ossia di una “persona fisica o giuridica che, a fronte di una remunerazione, si occupa di fornire consigli, direttamente o attraverso articoli e pubblicazioni, in merito al valore dei titoli o all’opportunità o convenienza di un investimento”.

Una definizione ampia che comprendeva (ex) promotori finanziari e consulenti fee only, ossia quelli che si limitano al puro consiglio professionale.

Il consulente finanziario indipendente è una figura molto recente ed ancora oggi in continua evoluzione. Nasce nel 1969 negli Stati Uniti  per volontà di un gruppo di alcuni professionisti operanti nel settore finanziario che diedero vita a quella che oggi rappresenta la più importante certificazione al mondo, quella di Certified Financial Planner, la CFP. Il loro intento era quello di tutelare maggiormente tutti quei risparmiatori che volevano una consulenza obiettiva e totalmente priva di conflitti di interesse e di condizionamenti che sarebbero stati inevitabili se si fossero rivolti a consulenti stipendiati da qualche società.

Da un punto di vista normativo i primi riferimenti a questa figura ci sono stati con la MIFID, la Direttiva sui Mercati degli Strumenti Finanziari, del 2004 e poi quella del 2006. La MIFID, è una direttiva comunitaria che ha il compito di disciplinare i servizi di investimento nei 30 Stati membri e che ha come obiettivo quello di avere un mercato finanziario europeo sempre più integrato e competitivo e di far sì che gli investitori possano essere consapevoli dei propri investimenti.

Consulente finanziario indipendente: chi è e di cosa si occupa

Un consulente finanziario indipendente è quindi un libero professionista non vincolato da rapporti di qualsiasi natura con emittenti ed intermediari che possano interferire con la sua facoltà di giudizio indipendente.

Non deve per forza trattarsi di una persona fisica ma può essere anche una persona giuridica, ossia una società di consulenza finanziaria (SCF), che presta un servizio di assistenza in materia di investimenti, senza detenere somme di denaro o strumenti finanziari del cliente. Una società che, così come il libero professionista, deve essere iscritta all’albo unico consulenti finanziari, diventato albo unico il 1° dicembre 2018. Per quanto riguarda le società, il nome deve contenere, per legge le parole “società di consulenza finanziaria”.

Tutti i soggetti che svolgono all’interno di essa l’attività di consulenza in materia di investimenti hanno l’obbligo di essere iscritti all’Albo unico dei consulenti finanziari mentre quest’obbligo non è richiesto per gli altri collaboratori che si occupano di funzioni differenti. Soggetti svolgenti funzioni di analisi e ricerca  che si occupano per esempio dello sviluppo dei portafogli modello, possono essere dipendenti o collaboratori esterni alla società e non avere l’onere di iscrizione all’albo, purchè non prestino consulenza diretta alla clientela.

Sia la persona fisica che quella giuridica, oltre a dover avere dei requisiti ben precisi, hanno l’obbligo di agire in maniera trasparente e indipendente nei confronti dei clienti, agendo solo nei loro interessi e comportandosi con lealtà. L’iscrizione all’albo e la necessità di avere determinati requisiti ha restituito negli ultimi anni a questa attività la professionalità che in passato spesso era mancata e che aveva prodotto come conseguenza l’avvicinamento ai risparmiatori di consulenti a volte improvvisati, generando conseguenti danni.

Ma di cosa si occupa un consulente finanziario indipendente?

Visto che il suo scopo principale è quello di pianificare le risorse finanziarie dei clienti per raggiungere i loro obiettivi di vita futuri, la sua attività primaria è quella di fornire ai propri clienti dei consigli specifici e personalizzati rispetto ad un determinato strumento o prodotto finanziario. Per poter essere all’altezza del compito, deve conoscere gli strumenti finanziari disponibili e saperli analizzare in base ai loro standard di rischio, rendimento, liquidabilità e moltissimi altri fattori, così da poter costruire un portafoglio adeguato alle esigenze del cliente.

Un’altra competenza molto importante è la conoscenza della materia in tema fiscale per poter individuare quegli strumenti finanziari che creino un vantaggio fiscale per il cliente oltre al risultato finanziario del portafoglio.

Un consulente autonomo deve poi avere competenze in materia creditizia, avendo una visione d’insieme sui prodotti di credito offerti dalle banche, le regole con cui vengono erogati e le caratteristiche da ricercare per la migliore integrazione con la pianificazione finanziaria generale sviluppata assieme al proprio cliente.

Anche le conoscenze in ambito assicurativo non sono secondarie. Alcuni manuali descrivono infatti questo comparto come il punto di partenza per una corretta pianificazione finanziaria in quanto viene messo al riparo il patrimonio dagli imprevisti di varia natura liberandolo così per poter essere funzionale alla ricerca degli obiettivi desiderati.

Tuttavia, la capacità più importante è quella relazionale e comunicativa, ovvero l’abilità che il consulente deve avere nel saper creare empatia con il cliente e nel saper spiegare in maniera semplice e comprensibile argomenti complessi e tecnici, per dare la possibilità all’interlocutore di essere in ogni momento a conoscenza del proprio percorso finanziario.

Come si diventa un consulente finanziario indipendente

Per potersi iscrivere all’Albo Unico dei consulenti finanziari (OCF) occorre avere il diploma di istruzione secondaria superiore e determinati requisiti quali indipendenza, professionalità, onorabilità, capacità organizzativa e patrimoniali.

Non è necessario essere già in possesso di una P. Iva che può essere aperta in un secondo momento. Non è indispensabile neppure avere la residenza in Italia ma è sufficiente il solo domicilio mentre è assolutamente vietato procacciarsi clienti al di fuori del territorio italiano in quanto a questa attività non è stato concesso il “passaporto europeo“.

La professione di consulente finanziario indipendente può essere esercitata dai commercialisti, dai broker assicurativi iscritti al RUI nella sezione B, e dai mediatori creditizi mentre non è compatibile con le attività di promotore ed agente finanziario, agente di cambio ed intermediatore assicurativo. Per potersi iscrivere all’albo ed iniziare una propria attività autonoma, il consulente deve sostenere una prova di esame.

Questo test di valutazione, uguale per tutti, consta di 60 domande e viene indetto periodicamente dall’OCF. Da settembre 2020, a causa del Covid, l’esame si svolge in modalità on line con posti limitati, per cui bisogna prenotarsi sempre con un certo anticipo.

I 60 test sono tutti a risposta multipla, ce ne sono 40 che valgono 2 punti e 20 da 1 punto e il punteggio minimo per superare la prova è di 80 punti su 100.

I quesiti vertono su 5 materie, di cui le prime elencate comprendono il 60% delle domande oggetto d’esame:

  • Matematica finanziaria e di economia del mercato finanziario; pianificazione finanziaria e finanza comportamentale
  • Diritto del mercato finanziario e degli intermediari e disciplina dell’attività di consulente finanziario
  • Nozioni di diritto tributario riguardanti il mercato finanziario
  • Diritto privato e di diritto commerciale
  • Nozioni di diritto previdenziale e assicurativo

L’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo Unico dei consulenti finanziari mette a disposizione gratuitamente un database completo e aggiornato di 5.000 domande in PDF da dove verranno poi prese quelle oggetto di esame.  Sempre sul portale, è possibile svolgere, tutte le simulazioni d’esame o per materia e, nel momento dell’iscrizione alla prova d’esame, verrà data l’opportunità ai candidati di accedere ad un‘ulteriore sezione con la parte teorica, i cui manuali di preparazione si possono trovare on line a pagamento.

Il tirocinio non è obbligatorio, per poter operare attivamente ma è obbligatorio sostenere l’esame. Gli unici che possono essere abilitati senza partecipare ai test sono i professionisti che hanno avuto un mandato di una banca o di una rete per almeno 2 anni negli ultimi 3 e per i quadri direttivi di 3° e 4° livello che abbiano svolto il servizio di consulenza in materia di investimenti.

I requisiti richiesti

I requisiti fondamentali per poter svolgere questa attività vengono aggiornati e verificati periodicamente attraverso corsi e stage obbligatori con frequenza annuale. Visto che sul web circolano tanti mistificatori che millantano esperienze e risultati farlocchi, per trovare un consulente degno di questo nome è sempre meglio affidarsi ai canali ufficiali e visionare il sito web dell’OCF che è l’organismo di vigilanza dei consulenti finanziari indipendenti, dove si possono valutare tutti i professionisti iscritti all’albo e scegliere uno di quelli che operano nella regione dell’interessato.

I requisiti fondamentali sono:

  • indipendenza per cui è assolutamente vietato intrattenere, direttamente, indirettamente o per conto terzi, qualsiasi relazione di natura patrimoniale, professionale o familiare con emittenti e intermediari, società e loro dirigenti, azionisti ed amministratori, se questi rapporti sono in qualche modo condizionanti per l’indipendenza di giudizio nella prestazione della consulenza.
  • Professionalità: per cui un consulente deve disporre di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore e possedere una conoscenza specialistica adeguata nelle materie giuridiche, economiche, finanziarie e tecniche che vengono accertate attraverso un’opportuna prova valutativa indetta dall’OCF.
  • Onorabilità: per cui non si può essere soggetti a condizioni di ineleggibilità o decadenza amministrativa; essere considerate persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità dall’autorità giudiziaria; essere stati condannati a pena detentiva o reclusiva per reati legati all’attività bancaria, finanziaria, mobiliare, assicurativa e alle norme in materia di mercati e valori. Non bisogna aver commesso alcun delitto contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica, il patrimonio, l’ordine pubblico, l’economia pubblica o qualunque altro reato non colposo in generale.
  • Patrimoniale: per cui non bisogna essere stati sollevati preventivamente dalla responsabilità civile per danni derivanti da una negligenza professionale. E’ richiesta una copertura assicurativa per la responsabilità civile professionale con massimale di almeno 1.000.000 di euro per ciascuna richiesta di indennizzo e di 1.500.000 di euro all’anno per l’importo totale delle richieste di indennizzo. Per le società i massimali sono proporzionali al fatturato.
  • Organizzativo: per cui chi opera in maniera autonoma deve presentare un programma contenente tutti i dettagli sui servizi di consulenza prestati, la struttura organizzativa e le procedure adottate, per adempiere agli obblighi normativi previsti in materia.
  • Assenza di situazioni di impedimento: per cui non bisogna aver ricoperto cariche amministrative, direttive o di controllo presso imprese finanziarie che hanno dichiarato il fallimento oppure che sono state sottoposte alla procedura di amministrazione straordinaria o di liquidazione coatta amministrativa o all’interno di intermediari finanziari nei confronti dei quali sia stata disposta la cancellazione dall’elenco generale o speciale. Sono espressamente esclusi anche gli agenti di cambio che non hanno onorato gli impegni previsti dalla legge o che non sono più ammessi alle negoziazioni in un mercato, nonché i promotori finanziari che sono stati radiati dall’albo.

Un approfondimento infine vorrei farlo sulla parcella, che viene richiesta direttamente al direttamente e che, a seguito delle dovute analisi, risulterà probabilmente più conveniente rispetto alla mole di costi che vengono sostenuti in modo sia esplicito che implicito da un cliente che si affida ad una banca in modo tradizionale. Le commissioni del consulente autonomo vengono definite già in sede di preventivo, tarate sugli obiettivi da raggiungere e calcolate in base alla complessità della richiesta, alla grandezza del patrimonio da investire, al livello di rischio dell’investitore e alle tempistiche di erogazione del servizio.

Giulio Benvenuti
Dopo aver lavorato diversi anni in due tra le principali reti di consulenza finanziaria in Italia, ho avviato un attività in proprio fornendo in modo indipendente advisory finanziaria e specializzando le mie competenze negli hedge fund.

Sono fondatore di un hedge fund e fornisco consulenza sulla creazione e sviluppo di hedge fund e veicoli d’investimento con sottostante finanziario, real asset e private Equity / Venture Capital.
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