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inflazione e banche centrali

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Banche centrali, politica monetaria e inflazione

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 Banche centrali, politica monetaria e inflazione stanno, in questo triste momento, monopolizzando le news dei mass media. Mi trovo però spesso a dover chiarire o ricordare che cosa sono le banche centrali, quali sono le loro funzioni e come possono controllare l’inflazione.

Una banca centrale è un’istituzione pubblica che ha il compito di governare la valuta di un Paese o di un gruppo di Paesi.

Per poter ottemperare al suo compito, controlla e gestisce la quantità di moneta in circolazione, la cosiddetta politica monetaria. La quasi totalità delle banche centrali hanno come obiettivo prioritario quello di tenere stabilizzati i prezzi, ossia di evitare che i prezzi al consumo non aumentino in misura significativa, generando l’inflazione, né di far originare il processo opposto, ossia la diminuzione prolungata, originando invece la deflazione, perché con il disequilibrio di entrambi i fenomeni a lungo termine si possono produrre effetti negativi sull’economia.

L’origine delle banche è molto antica, già ai tempi dei Babilonesi esistevano degli Enti che erano all’interno di edifici religiosi, in sostanza delle casseforti, che prestavano ad una ristrettissima cerchia di nobili e sacerdoti la cosiddetta moneta naturale, ossia barre d’oro o d’argento, grano e altre derrate alimentari, visto che il denaro non esisteva ancora.

Non è lo stesso invece per le banche centrali, le cui date di nascita è possibile condensarle negli ultimi tre secoli, visto che la prima, anche se per un breve periodo, nacque in Svezia nel 1668 e l’ultima venne istituita nel 1913 con il Federal Reserve System negli Stati Uniti.

In Italia il primo istituto bancario, che ebbe la facoltà di emettere moneta, nacque nel 1784 quando il re di Napoli e Sicilia Ferdinando IV di Borbone, riunì gli otto istituti esistenti in un’unica struttura e fondò il Banco Nazionale di Napoli, quello che poi diventerà in tempo moderni il Banco di Napoli.

Nel 1861 con l’unificazione d’Italia erano cinque le banche di emissione nel nostro Paese:

  • Banca Nazionale nel Regno d’Italia,
  • la Nazionale Toscana,
  • la Banca Toscana di Credito per le Industrie e il Commercio d’Italia,
  • il Banco di Sicilia,
  • il Banco di Napoli.,
  • a cui poi si aggiunse nel 1870 la Banca Romana.

Dopo la chiusura di quest’ultima, venne istituita nel 1893 la Banca d’Italia che nacque come fusione tra Banca nazionale nel Regno d’Italia, la Banca Toscana di Credito per le Industrie e il Commercio d’Italia e la Banca Nazionale Toscana e che ottenne il monopolio ad emettere moneta solo nel 1926, anno in cui cessarono di avere lo stesso diritto il Banco di Napoli e quello di Sicilia.

La Banca d’Italia non fu un’istituzione compiuta e definita così come la conosciamo oggi ma si sviluppò piano piano, conseguendo nel corso del tempo una fisionomia, dei compiti e delle funzioni, nuove e via via più complesse, stabilendo delle connessioni sempre più sottili ed articolate col resto del sistema bancario e finanziario, con il potere politico e con il sistema economico in generale.

La banca centrale è un istituto autonomo e indipendente dal potere politico della Nazione in cui opera e quindi ce n’è una per ogni valuta, fa caso a sé la Banca Centrale Europea, istituita nel 1998 dal Trattato sull’Unione Europea, che si occupa di attuare la politica monetaria dei 19 paesi dell’UE che utilizzano l’euro.

Quali sono le funzioni della banca centrale

La banca centrale è quell’istituzione bancaria che ha il controllo dell’offerta della moneta e dei mezzi di pagamento, disciplina il credito e coordina le banche commerciali in base agli obiettivi della politica economica del governo di una Nazione.

Per ottemperare a ciò, esercita le funzioni istituzionali di emissione, di banca delle banche e di banca dello Stato, di vigilanza sul sistema bancario, di gestione delle riserve di valuta straniera e di controllo del mercato dei cambi.

L’attività più importante della banca centrale è la regolamentazione e l’attuazione della politica monetaria, che ha come obiettivi il mantenimento del valore della valuta nazionale sia nei confronti delle divise estere sia di quelli dei beni reali, per la stabilità del potere d’acquisto della moneta e il finanziamento della spesa pubblica per il perseguimento di obiettivi quali lo sviluppo dell’economia, la crescita del capitale reale e l’occupazione.

La creazione di condizioni di benessere è fondamentale in uno Stato, in quanto solo così tutti i privati cittadini hanno la possibilità di programmare il proprio futuro in termini economici e finanziari e soprattutto gli imprenditori possono investire ed assumere forza lavoro per la propria azienda.

Un’altra funzione della banca centrale è che può influire sulla quantità di moneta presente nel sistema attraverso variazioni della base monetaria. Tali variazioni si possono ottenere sia direttamente, facendo operazioni di mercato aperto, con l’acquisto di titoli di Stato ed emissione di moneta, sia indirettamente tramite gli effetti che la variazione del tasso di sconto ha sul volume dei prestiti richiesti dalle banche commerciali.

La banca centrale può anche limitare l’allargamento della liquidità del sistema, controllando direttamente il credito bancario con la fissazione di massimali e il vincolo di portafoglio.

Anche la variazione delle riserve obbligatorie influisce sulla base monetaria: quest’ultima infatti permette di determinare l’ammontare della liquidità complessiva del sistema, una volta che siano stati determinati i coefficienti di riserva obbligatoria e i livelli di domanda di moneta, perché impone un limite all’espansione del credito bancario.

Non è possibile determinare con esattezza lo stock di moneta perché dipende, oltre che dalla base monetaria, anche dal moltiplicatore della moneta. Quest’ultimo è connesso ai valori dei tassi di interesse, del tasso di sconto e dal rapporto circolante/depositi del pubblico e riserve/depositi delle banche.

Di conseguenza la politica monetaria ha la tendenza a concentrarsi sul controllo dello stock di moneta quando il mercato dei beni è instabile e sul contenimento dei tassi di interesse quando è invece la domanda di moneta a provocare l’instabilità del sistema.

Come la banca centrale controlla l’inflazione

Uno dei compiti più importanti per una banca centrale è controllare l’inflazione. L’inflazione è un concetto alla base dell’economia e non si capisce come mai spesso venga ignorato sia dai risparmiatori che dagli investitori. Nelle economie di mercato, come quelle degli stati moderni, i prezzi dei beni e dei servizi possono subire delle variazioni in qualunque momento: alcuni possono aumentare, altri diminuire. L’inflazione nasce quando viene registrato nell’economia di una Nazione un aumento di prezzo di grande portata, che non si limita a singole voci di spesa.

In concreto si ha inflazione quando con un euro, in un determinato momento storico, si possono acquistare minori beni e servizi rispetto al passato; in altre parole, con l’inflazione viene ridotto il valore della moneta nel tempo.

Nel calcolare l’incremento medio dei prezzi si conferisce un peso diverso, chiaramente maggiore, a tutte le variazioni dei beni e servizi per i quali un consumatore spende di più, come può essere ad esempio per l’energia elettrica, rispetto ad altre voci di spesa meno rilevanti ed indicative come lo zucchero o i francobolli.

Ogni singola famiglia ha consuetudini di vita e di spesa diverse, nella misurazione dell’inflazione, tutte queste abitudini di spesa medie dell’insieme delle famiglie determinano il peso da attribuire ai diversi beni e servizi.

Quando si deve provvedere al calcolo dell’inflazione, si tiene quindi conto di tutti i beni e servizi consumati dalle famiglie, fra cui sono presenti:

  • generi di uso quotidiano come gli alimentari, i giornali e la benzina,
  • beni durevoli come capi di abbigliamento, computer e lavatrici,
  • servizi come, l’affitto delle abitazioni, i servizi di parrucchieri, e le assicurazioni.

Tutti i beni e servizi consumati dalle famiglie nel corso dell’anno sono rappresentati dal cosiddetto “paniere” ed è, attraverso il suo monitoraggio, che viene misurata l’inflazione.

Ognuna delle voci di spesa contenuta nel paniere ha un prezzo, che può variare nel corso del tempo ed il tasso di inflazione sui dodici mesi corrisponde al prezzo del paniere totale in un determinato mese rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

L’inflazione quindi ci indica in che valore il livello dei prezzi cambi nel tempo. Quando in uno Stato l’economia è in salute ed in crescita sia un consumatore che un’impresa sono portati a spendere di più e questa maggiore domanda di beni e servizi aiuta la crescita dei prezzi.

Se invece la domanda diventa minore, si abbassa anche il livello dei prezzi: il livello di inflazione prima può diminuire gradualmente, con la disinflazione, poi, invece, comincia a decrescere in maniera prolungata con la deflazione.

In sintesi la funzione della banca centrale è quella di porre rimedio quando avviene una crescita o una decrescita troppo veloce: nel caso in cui i prezzi salgono troppo velocemente, la banca di stato provvede a diminuire l’offerta di moneta, con l’obiettivo di limitare la domanda di beni e servizi mentre se avviene il fenomeno opposto, ossia ci si sta avviando in una spirale di deflazione, la Banca Centrale favorisce l’ingresso di nuova moneta nell’economia così da stimolarne la ripresa.

Quando il livello di inflazione invece rimane stabile e non eccessivamente elevato, sia i privati cittadini che le imprese possono permettersi di vivere in una condizione economica più agiata e prospera, in quanto possono programmare serenamente una pianificazione finanziaria.

Bisogna però essere sempre attenti alle possibili evoluzioni, perché l’inflazione, nel corso del tempo, riduce il potere di acquisto del proprio risparmio e, se non si ottengono dei rendimenti che sono in grado di superarla, sarà la causa della perdita di valore del proprio capitale.

Quali sono le banche centrali

Ogni stato sovrano, che emette una propria moneta, ha la sua banca centrale che opera indipendentemente dal suo governo. Una banca centrale è infatti un organo politico che, in un sistema democratico, ha delle responsabilità nei confronti dei cittadini e che può avere un conflitto di interessi con il governo centrale.

Nonostante le figure di vertice siano elette dal governo, seguendo parametri oggettivi di competenza professionale, la banca conserva una sua indipendenza, in quanto in caso contrario un governo potrebbe utilizzarla per scopi elettorali che avrebbero benefici solo nell’immediato.

Questa indipendenza è molto importante per i cittadini ma soprattutto per tutte quelle persone che operano nel campo economico e che solo così riescono a fidarsi che le Banche Centrali lavorano seriamente ed esclusivamente per raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla legge.

Come si diceva, ogni Paese del mondo ha la sua banca centrale, le prime furono istituite in Europa: dopo quella svedese del 1668, ci furono la Banca centrale d’Inghilterra nel 1694 e quella di Spagna nel 1782, la Banca centrale di Francia nel 1800, la Banca di Finlandia nel 1812 e quella d’Olanda nel 1814, la Banca Centrale di Norvegia nel 1816, quella austriaca nel 1817 e quella danese nel 1818, la Banca del Portogallo nel 1846 e quella del Belgio nel 1850.

A seguire vennero fondate la Reichsbank che fu la banca centrale tedesca dal 1875 al 1945 e sostituita dalla Banca Federale tedesca nel 1957, la Banca Nazionale Bulgara nel 1879, la Banca d’Italia nel 1893 e quella svizzera nel 1905.

Nel resto del Mondo invece, la banca più antica fu quella giapponese istituita nel 1882 a cui seguì la costituzione del Federal Reserve negli Stati Uniti nel 1913.

La Banca Centrale Europea fu istituita nel 1998 dal Trattato sull’Unione Europea, che si occupa di attuare la politica monetaria dei 19 paesi dell’UE che utilizzano la moneta unica e che rappresenta la seconda maggiore economia al mondo dopo gli Stati Uniti.

I suoi compiti principali sono quelli di mantenere stabili i prezzi, tenendo l’inflazione sotto controllo al 2%, di svolgere le operazioni sui cambi tra l’Euro e le altre valute, di conservare e di gestire le riserve ufficiali dei paesi dell’area dell’Euro, di favorire il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento e di vigilare sulla sicurezza e alla solidità del sistema bancario europeo, in modo tale che i soldi dei piccoli e dei grandi risparmiatori siano al sicuro.

Le funzioni delle BC si sono sviluppate nel tempo, vengono stabilite dalla legge e variano a seconda del Paese in cui operano.

Un criterio comune a tutti gli Stati è che la banca centrale  si occupa di regolare la politica monetaria, provando a raggiungere gli obiettivi prefissati dalla legge e si differenzia dalle banche commerciali in quanto è un organismo pubblico, non ha scopo di lucro e dove il singolo individuo non può aprire un conto né richiedere un prestito.

I compiti delle banche centrali sono quelli relativi alla regolamentazione della moneta, al controllo del sistema creditizio e più in particolare la vigilanza sull’intero sistema bancario.

La sua funzione primaria di mantenere la stabilità dei prezzi garantisce ad un Paese la sicurezza e la solidità dell’economia, creando così quelle condizioni di benessere per cui le persone hanno la possibilità di programmare il proprio futuro in termini economici e finanziari e soprattutto gli imprenditori possono investire ed assumere forza lavoro per la propria azienda.

Per garantire questa stabilità economica una banca centrale deve ottemperare all’emissione di denaro in quanto ne detiene il monopolio ed è responsabile della distribuzione del denaro sul mercato di un’intera Nazione oppure di tutti quegli Stati che utilizzano la stessa moneta così come avviene per la Banca Centrale Europea.

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Giulio Benvenuti
Dopo aver lavorato diversi anni in due tra le principali reti di consulenza finanziaria in Italia, ho avviato un attività in proprio fornendo in modo indipendente advisory finanziaria e specializzando le mie competenze negli hedge fund.

Sono fondatore di un hedge fund e fornisco consulenza sulla creazione e sviluppo di hedge fund e veicoli d’investimento con sottostante finanziario, real asset e private Equity / Venture Capital.
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